Le limonaie del Garda, fenomeno turistico spesso incompreso

La bellezza è la migliore lettera di raccomandazione.
Aristotele

Che l’Italia sia un paese che può – se ben assestato – vivere comodo sulle proprie ricchezze storiche e artistiche è argomento risaputo.

Conoscere quali esse siano e quanto spesso ci sono vicine, lo è un po’ meno. Le limonaie del Garda rappresentano un piccolo gioiello nel contesto gardesano, tanto da essere straordinariamente apprezzato dalla clientela straniera, con numeri che fanno letteralmente “la barba” ad un patrimonio dell’umanità dell’Unesco come il museo di Santa Giulia di Brescia.

Le cifre?

Negli anni i turisti in visita alle limonaie sono esponenzialelnte cresciuti passando dai 43 mila del 2006 ai 71 mila dell’anno scorso, quando il museo di Santa Giulia in città s’è fermato a 61.832 visitatori. Al 31 luglio, il museo di Santa Giulia ha raggiunto i 58 mila visitatori, mentre la Limonaia del Castell «inseguiva» a 41 mila, in attesa però del solito boom agostano.

Una magica alchimia tra clima “quasi” mediterraneo (basti pensare che Limone del Garda è anche il luogo più a nord del mondo dove crescono gli agrumi: cedri, limoni, bergamotti rappresentano i simboli naturali del clima mediterraneo che è proprio del lago), un architettura avanguardistica degli antichi e politiche azzeccate – e lungimiranti – delle amministrazioni attuali.

Passammo davanti a Limone, i cui ‘giardini’, disposti a terrazze e coltivati a limoni, crearono un’immagine ricca e ordinata – Goethe, dal Viaggio in Italia, 1786

limonaia castello

Per secoli questi frutti, tipici della costiera amalfitana e del Sud Italia, crescevano anche ai piedi delle rocce del Benaco. Un piccolo «miracolo», reso possibile dal lavoro paziente e ingegnoso di marinai diventati anche «giardinieri». Capaci di coltivare gli agrumi su quei terrazzamenti che hanno scolpito il paesaggio dell’Alto Garda, da Salò a Limone. Si trattava di serre fatte con pilastri di pietra e assi di legno che col tempo, non più redditizie, sono state abbandonate.

Le origini delle serre di limoni, poeticamente chiamate “giardini ornamentali” risalgono al XIII Secolo, quando la coltivazione di agrumi venne introdotta anche sul Lago di Garda. Nacquero queste giganti “serre” caratteristiche, che servivano a proteggere le preziose piantagioni da eventuali inverni rigidi. Gli abitanti della Riviera, che fino a quel tempo erano stati contadini tenaci, rustici barcaioli o pescatori per sopravvivenza, divennero “giardinieri”. L’economia complessiva ne risentì positivamente, visto che la produzione era abbondante, di alta qualità e destinata quasi esclusivamente all’esportazione nei Paesi dell’Europa centrale, garantendo così un grande guadagno.
Col sudore della fronte e con perseveranza i giardinieri trassero vantaggio, anno dopo anno, delle esperienze fatte, per poter migliorare così la coltivazione, completando le strutture delle serre di limoni e rendendole sempre più razionali e produttive.
Il Lago di Garda divenne così la zona di produzione di agrumi per scopo commerciale più settentrionale del mondo. L’unificazione italiana e la conseguente eliminazione dei dazi doganali, lo sviluppo delle reti di trasporto e la degenerazione delle piante per la malattia della “gommosi”, portarono al graduale abbandono di questa attività agricola.

Alcune limonaie si sono salvate e quattro grandi strutture sono ancor oggi visitabili. Ma chi crede che a osservare i limoni e capire come funzionava questo tipo di agricoltura ci vadano solo i naturalisti, si sbaglia di grosso.

Certo, c’è anche da considerare che il lago durante i mesi estivi è invaso da turisti e questo facilita le cose. Ma non basta, servono anche marketing e strategie che rendano queste meraviglie appetibili. Il prezzo del biglietto, ad esempio, oggi costa solo 2 euro.

Questo è l’ennesimo esempio di tesoro nascosto del territorio italiano, incredibilmente apprezzato dalla clientela estera e snobbato dagli indigeni. Il lago di Garda rappresenta una perla di grande successo turistico, ma spesso viaggia a velocità ridotta.

L’hotel Pace vuole – e deve – contribuire alla promozione di un territorio straordinariamente unico come quello Gardesano.

Insomma, una visita imperdibile quella delle limonaie per i nostri ospiti!

Alcune info sono tratte da qui